L’unico modo di rafforzare il proprio intelletto sta nel non avere opinioni decise su nulla; lasciare che la propria mente sia una strada di passaggio per tutti i pensieri. (John Keats)

 

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Ognuno di noi dovrebbe avere opinioni e pensieri propri,ma sempre più spesso ci troviamo davanti a opinioni e pensieri condivisi. I social hanno favorito questo fenomeno, ormai basta un click per avere e condividere un pensiero. Fino a che punto siamo in grado di formulare un pensiero senza lasciarci influenzare da quello comune? Fino a che punto riflettiamo anziché ragionare? Il ragionamento privo di riflessioni personali è un enigma, allo stesso modo le riflessioni azzardate producono opinioni che spesso non hanno nulla a che vedere con la verità e la realtà delle cose. Bisogna essere abili miscelatori di pensieri per ottenere la formula dell’esistenza.Il mondo cresce se noi cresciamo, muore se ci portiamo troppo avanti alterando il suo ecosistema, così tutte le cose. Occorre equilibrio, lo stesso che spesso è latente e che manca anche dentro di noi. Io ancora lo cerco, un equilibrio dentro me e un equilibrio per quel mondo in bilico. I nostri pensieri sono una mano, a volte tesa, altre volte sferrata (schiaffo). Bisogna fare molta attenzione con i pensieri e con le mani, poiché questi sono il motore delle nostre azioni e se acceleriamo troppo rischiamo di farci male e di far male a qualcun altro. Avete mai badato al fatto che non riusciamo quasi mai a tenere il passo dell’altro? Rimaniamo indietro o andiamo troppo avanti, raramente camminiamo di fianco…anche le strade sono cosi: con veicoli in fretta presi da tutto tranne che dal bene comune. Per tutto ciò bisogna trovare una strada comune, che porti al bene comune di cose e persone. E’ un po’ come il gioco di squadra.

Vi lascio con una regola per me essenziale. Ci ho messo un bel po’ per formularla, la miscela è il risultato di un vissuto passato sia tra i primi che tra gli ultimi.

Un team vincente è soprattutto il risultato di un buon leader. Comandare è semplice, basta impartire ordini, coordinare, invece, è un po’ più complesso. Un buon maestro è un buon esempio. Nessuna lezione può dirsi completa se alla parte teorica non fa seguire quella pratica. Le nozioni teoriche sono basilari, quelle logistiche fondamentali. In parole povere non basta spiegare a un bambino come afferrare la penna per insegnar lui a saper scrivere, occorre lasciare un segno sul quel foglio bianco che nella vita assume diverse sembianze. Nessuno ha mai imparato a scrivere una vocale dalla sola pronuncia di un erudito maestro, ma tutti hanno appreso dall’insegnamento di un sapiente maestro, che ha saputo “farsi piccolo”, e ritornare a tracciare una semplice vocale su di un foglio. Tutti siamo bravi a impartire lezioni o segnare errori, pochi, invece, sono in grado di correggere. E non basta una penna rossa, quella segna ma non insegna. Chi è incapace di correggere se stesso, non sarà mai in grado di insegnare a qualcun altro. Un buon leader non teme un buon allievo, anzi lo fa.

Rosa Maria

PS: su questo spazio trovate pensieri e opinioni su svariati argomenti. Metteteli in discussione, poiché il confronto è ricchezza.