Esci da te.

 

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Una silloge breve, ma profonda e meditativa. L’autrice, attraverso queste dieci poesie, invita il lettore a riflettere sull’odierna società e sulla povertà spirituale che l’affligge.

Povertà dalla quale ella cerca di evadere rifugiandosi in queste liriche, come si evince dalla poesia che da il nome alla silloge, “Esci da te”:

Esci da te

dai tuoi recinti di spine e sassi

dalla tua torre d’avorio

con piani confusi e occupati

da cianfrusaglie e specchi

in molteplice copia.”

L’intera opera è un invito a cogliere il senso profondo della vita e a riscoprire bellezza nella semplicità. Un richiamo a valori quasi passati di moda, come l’umiltà e la purezza.

Ed è anche alle mode e agli stereotipi che l’autrice fa riferimento con alcune poesie, ampliando il suo invito a guardare oltre e sentire “altro”. Altro che ci mostra con estrema maestria e trasparenza, regalandoci la vera nudità di una donna: quella emotiva, che trova ampio respiro nella poesia “Dio o Uomo”, dove l’autrice si confessa, svelandosi al lettore.

Nell’opera dal titolo “Tv” captiamo ciò che ogni giorno entra prorompente nel nostro quotidiano, pilotando, spesso, la nostra attenzione su ciò che vogliono farci sapere, anziché su ciò che è importante sapere.

Non svelo altro, per lasciare ai lettori la possibilità di immergersi nell’opera e di cogliere i messaggi, interiori e sociali, di cui è portavoce.

Nel concludere il mio breve contributo mi complimento con l’autrice per aver saputo trattare in versi alcuni grandi temi, con l’augurio che le sue parole possano giungere al cuore del lettore con un’intensità pari o superiore a quella con la quale hanno toccato il mio.

 

(Dalla mia prefazione al testo Esci da te, di Daisy Raisi)