Adolescenti: dal diario personale al profilo social, come cambia la ricerca della propria identità.

amore-immagine-animata-0637Adolescenti: dal diario personale al profilo social, come cambia la ricerca della propria identità.

Milan Kundera definì l’adolescenza “l’età lirica”, per descrivere un periodo della vita caratterizzato, proprio come l’antica forma di arte poetica accompagnata dalla lira, dall’attenzione al sé, nel tentativo di dare un senso alla propria soggettività, fatta di mente e di corpo, di razionalità e di emozioni, di sogni e di paure, di appartenenza e di diversità.

Una volta il diario era segreto e permetteva di interrogarsi sui più svariati quesiti esistenziali che attraversavano la mente del narratore. L’inibizione lasciava spazio alla narrazione in cui fruivano in totale libertà ingarbugliati pensieri che, via via, nel susseguirsi di pagine trovavano una forma e un senso. Oggi pochi ragazzi tengono un diario e hanno modo di confrontarsi con i loro “fantasmi” interiori. Prima dei social network i ragazzi costruivano faticosamente la loro identità nelle relazioni con i pari, scrivendo magari pagine interminabili di diario, imparando a scaricare ansia e paure, imparando a lasciar defluire dolore e rabbia, costruendosi, ricostruendosi ogni giorno la propria percezione di sé, oggi il processo di costruzione dell’identità appare molto cambiato.

La percezione dell’identità si è avvicinata alla “filosofia” del “Piaccio dunque esisto.” o “Sono popolare dunque esisto”. Oggi la percezione di sé per molti ragazzi e non solo, passa per numero di “amici” o followers, un’identità che risente di un pubblico e di una vetrina che li tiene sempre ben in vista.

Oggi la ricerca di sé stessi è una ricerca fondata sull’approvazione degli altri, anziché sulla scoperta della propria identità.

Il diario fatto di emozioni personali si trasforma in un diario per un pubblico di sconosciuti, una continua gogna in cui non è più sufficiente accettare le proprie emozioni, ma occorre che queste vengano approvate e condivise da altri.

Inseguendo l’approvazione degli altri ci si dimentica di interrogarsi sulla propria identità e ci si allontana da sé stessi.

amore-immagine-animata-0482Il diario passa da una scrittura per sé, senza filtri, dove le emozioni spadroneggiano, in cui la persona giorno dopo giorno lavora sull’accettazione di sé e su nuove possibili soluzioni, a una scrittura dai temi leggeri, fatta per gli occhi di chi ci guarda, fatta per stupire e ricevere invidia; una maschera patinata costruita per altri che rischia di essere percepita come la propria identità.

Sembra che i processi di consapevolezza delle diverse tipologie di scrittura siano ancora particolarmente sconosciuti e lascino così un segno evidente di quanto bisogno c’è di tornare a comprendere come oggi nella nuova era digitale, la scrittura sia fondamentale e come praticarla.

Premendo rapidamente i pulsanti, i ragazzi cercano di sincronizzare i battiti del cuore con quelli del telefonino, di trasmettere le emozioni nel momento stesso in cui le provano. La scrittura tradizionale richiede invece di attendere il tempo e il luogo più opportuni, sottraendosi alla fretta di concludere, alla tentazione di restare perennemente connessi per sfuggire alla solitudine.

L’incapacità di distinguere ciò che è umano da ciò che non lo è, lascia spazio a forme di pensiero, di relazione e di azione sociale macchinistiche e autoreferenziali.

L’insegnamento della scrittura di sé, comunemente definita come autobiografia, non fa parte della prassi educativa in nessun ordine scolastico. In genere,gli adolescenti in maniera quasi naturale scelgono di raccontare ad un diario tutto il delicato passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza,per cui sono lasciati soli a vivere “ quei tre fenomeni – di cui parla Masini – di importanza vitale per lo sviluppo delle relazioni affettive: la scoperta dell’amicizia, l’innamoramento e la visione critica del mondo degli adulti.”. “Attraverso questi processi – i tre fenomeni come li definisce lo stesso Masini – si determina la personale identità del giovane e prende forma un suo modo di essere che definisce la personalità che lo accompagnerà nel corso della sua vita”

La restituzione di senso costituisce la risposta più attesa dall’uomo di oggi e a maggior ragione dai più giovani che si preparano a costruire il loro futuro attraverso le scelte che essi fanno nel presente.

Per innestare un cambiamento nella fase attuale che vivono gli adolescenti occorre una proposta nuova, che si avvale di figure professionali nuove.

Un Laboratorio di scrittura autobiografica costituisce un importante supporto per gli adolescenti soprattutto in tema di affettività.

Lavorare alla propria identità narrativa, attraverso la capacità di mettere sotto forma di racconto in maniera concordante gli avvenimenti eterogenei della propria esistenza comporta un cammino di crescita non solo per l’adolescente ma anche per chi si occupa della sua crescita.

Il racconto autobiografico è la propria vita raccontata a se stessi innanzitutto. E poiché è un lavoro di crescita e non un semplice esercizio stilistico,deve rispettare alcune condizioni preliminari e non può essere affidato ad una qualsiasi figura professionale o a un docente di Italiano che censurerebbe immediatamente i neologismi che naturalmente, sorgono in questo tipo di scrittura.

La scrittura di sé non è una disciplina oggetto di studio come tutte le discipline che fanno parte di un curricolo scolastico,ma è essenzialmente una disciplina di vita che ti pone l’eterna domanda del dove sei ? per accompagnarti in un percorso esistenziale consapevole attraverso un contatto responsabile con te stesso

La consapevolezza non è un voler dominare o possedere la vita,dirigerne il corso a nostro piacimento,ma è piuttosto non lasciarsi sfuggire il timone e andare allo sbaraglio, è darle un senso sempre più alto,è restituire vita alla vita.

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Immagina laboratori di scrittura

SEI FOR KIDS

Premessa

amore-immagine-animata-0153Il lavoro che mi accingo a presentare è imperniato sul sottile filo che lega gioco, fantasia e apprendimento, partendo dall’importanza che ha il gioco di fantasia nello sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino.

Il gioco permette ai bambini di orientarsi nel mondo e di accomodarsi ad esso in virtù del fatto di ridurlo a loro misura.

Possono sperimentare ruoli diversi, acquisire competenze linguistiche e dominare la situazione, organizzando il piano generale di una sequenza di gioco e applicando quello che hanno imparato alle esigenze della vita quotidiana.

Il bambino deve formare schemi e copioni di eventi che gli permettano di valutare, nelle diverse situazioni, quali comportamenti assumere e quali aspettarsi dagli altri; deve apprendere strategie per la soluzione di problemi, cioè tutti quei processi che permettono di dare risposte logiche consequenziali: il PENSIERO CONVERGENTE.

Ci accorgiamo sempre più che, per essere efficace, il pensiero umano richiede processi creativi, ovvero la capacità di produrre associazioni variate e flessibili, di andare oltre il dato oggettivo, di INTUIRE. Come indicano recenti ricerche di Gardner e Sternberg l’intelligenza implica astrazione, capacità combinatoria, necessita di un vocabolario ricco e di un pensiero narrativo in grado di ricordare o di anticipare eventi.

L’intelligenza necessita del PENSIERO DIVERGENTE.treno-immagine-animata-0030

Da queste considerazioni è nata in me l’esigenza di offrire un percorso sulla fantasia.

SCARICA GRATUITAMENTE IL LABORATORIO  sei for kids

 

SEI FOR KIDS

Laboratorio di scrittura creativa per bambini. Il laboratorio è distribuito gratuitamente per fini non commerciali, ciò significa per uso domestico: genitore figlio, o scolastico: maestra alunni. Non è possibile utilizzarlo per progetti esterni a pagamento, né per iniziative nell’ambito di attività ricreative a pagamento, senza autorizzazione scritta dell’autrice, secondo quanto previsto dalla legge vigente in materia di proprietà intellettuale. Info sulla licenza di distribuzione all’interno del file.

Il laboratorio è disponibile anche per adulti, formulato in maniera diversa e più complessa. Per info sui laboratori per adulti clicca sulla sezione del sito:  Immagina

 

Lettere di risoluzione

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Le parole che non ti ho detto:   amore-immagine-animata-0016

Amiamo stare in gruppo. E ancor di più avere fiducia, punti di riferimento, spalle su cui piangere, compagni di viaggio per divertirci, amici che ci fanno sentire “a casa. Questo ci dà sicurezza e appaga il nostro bisogno di sentirci amati.

E’ naturale. Il punto è che diamo per scontate un sacco di cose.

Ci aspettiamo di venir rispettati, stimati e amati dalle persone. Ci aspettiamo che siano disponibili, che ci ascoltino, che ci cerchino, che si ricordino sempre di noi. Ci aspettiamo che la nostra intesa non cambi con il tempo e che continui a produrre soddisfazioni. Inalterate. Granitiche.

Ma nella vita di tutti i giorni non sempre va così. L’incomprensione e i conflitti che si creano a causa di questa spesso finiscono per logorarci dentro e per allontanarci dagli affetti. amore-immagine-animata-0060

Urlarsi contro è facile, soprattutto quando ci si vuole un gran bene; allo stesso modo è facile chiudersi nel silenzio per paura di ferire l’altro. Basterebbero due parole giuste, dette lì sul momento, ma spesso queste mancano, o le abbiamo sulla punta della lingua e non riusciamo a tirarle fuori. Rimaniamo in balia dei nostri sentimenti e delle emozioni che intercorrono durante o subito dopo l’evento. L’evento è quello che poi ricordiamo con frasi tipo: “se solo quel giorno”.

Il sé: il peggiore dei rimpianti. Quante cose avremmo potuto dire o fare, ma non ci siamo riusciti. Perché? Per degli stati d’animo che in linea di massima sono passeggeri, ma che ci trascinano come un vortice e ci lasciano sospesi per aria. Poi l’urto. Ci ritroviamo a terra, doloranti e confusi. Che fare? Chiarire. Detto cosi sembrerebbe semplice; in realtà chiarirsi richiede un grosso impegno da parte di tutte le persone coinvolte. Se aspettiamo il primo passo potremmo non veder mai arrivare nessuno e rimanere sul ciglio di una strada ad aspettare, o davanti a un bivio a chiederci che cosa fare. amore-immagine-animata-0482

La crescita di una persona passa soprattutto per ciò che è disposto a fare per sé stesso, poi per gli altri. Liberarsi dai conflitti è quel primo passo che dovremmo fare prima verso noi stessi e poi verso chi amiamo. Genitori, partner, amici, parenti o anche semplici colleghi di lavoro, sono persone che appartengono al nostro vissuto, decidere di non lasciarli andare è una scelta responsabile, ma soprattutto un dono a noi stessi, perché esistiamo quando riusciamo anche a vivere negli altri e per gli altri…diversamente l’esistenza sarebbe fine a sé stessa, inutile.

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Lettere di risoluzione è un laboratorio di scrittura introspettiva che mira a far elaborare un rapporto conflittuale e a portarlo alla soluzione.

Come nel caso degli altri laboratori introspettivi, non occorrono doti particolari, bisogna solo lasciarsi andare, raccontarsi, raccontare e riscriversi.

Il percorso si svolge in 2 fasi la lettera e la risoluzione.

Per info: Contatti

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Decluttering emotivo: Sbarazzarsi dai pesi interiori e delle emozioni dannose

donna-immagine-animata-0163Gli americani lo chiamano ‘decluttering’: eliminare il superfluo. E’ un concetto che si applica anche alla casa quando si procede con quelle che nel gergo definiamo pulizie di primavera. Gli armadi sono stracolmi di vestiti inutilizzati, il ripostiglio ci implora di alleggerirlo e il garage sembra la scena di un film dell’orrore, abbene in quei momenti procediamo con uno sgombero dei locali interessati e subito dopo, come per miracolo, ci sentiamo più liberi e in pace con noi stessi.

Lo stesso concetto dobbiamo applicarlo nella vita, imparando a togliere le cose che ci fanno stare male, ad allantanare le persone che fanno altrettanto e a far spazio nella nostra mente e nel nostro cuore.

fiore-immagine-animata-0050Questo è quello che si chiama Decluttering emotivo: Sbarazzarsi dai pesi interiori e delle emozioni dannose.

Il clutter (disordine, ingombro, caos, confusione – ) all’interno dei nostri spazi è una manifestazione del fatto che:

  • a) ci teniamo aggrappati al passato

  • b) abbiamo paura del futuro.

Lasciar andare” le cose che costituiscono questo caos è un modo per vivere nel presente e in modo più consapevole.

L’operazione stessa del decluttering può trasformarsi in un esercizio finalizzato a sviluppare la consapevolezza.

Qual è l’origine primaria di questo caos? Perché conserviamo qualcosa che in realtà non ci serve? Forse perché siamo convinti che, in realtà, ci serva eccome.

Se il caos coincide con il desiderio di mantenere la presa sul passato e con il timore del futuro… come fare per vivere, invece, nel presente?

La sctrittura introspettiva è una forma di meditazione attiva che ci permette di sgomberare la nostra mente.

In questo percorso vi propongo acluni semplici esercizi di scrittura che ci aiutano a fare ordine nella nostra vita.

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Per info Contatti

SEI (Scrittura Emozionale Introspettiva)

SEI  (Scrittura Emozionale Introspettiva) in 6 fasi

 

Lascio che i pensieri si succedano sotto la penna nello stesso ordine in cui i temi si sono presentati alla mia riflessione: così potranno rappresentare meglio i moti e il cammino della mia mente.(D. Diderot)

Le parole e la scrittura, per vestire e rendere visibile tutto quello che ci abita.

amore-immagine-animata-0091Scrivere ci permette di definirci, di attraversare le nostre sofferenze con delicatezza, di individuare – grazie all’atto creativo – nuove soluzioni. La scrittura rappresenta da sempre un formidabile strumento di profonda auto-conoscenza e consapevolezza del proprio intimo fatto di pensieri, sensazioni ed emozioni.

Inoltre è un ottimo sistema per valutare ed analizzare il proprio vissuto, per organizzarlo, per trarne delle conclusioni che saranno il punto di partenza per le decisioni future. Ogni scrittore, che sia un professionista o un dilettante ha sperimentato sulla propria pelle come la scrittura possa essere curativa e lenitiva. Possiamo usare la fantasia e la creatività, improvvisando scene ed inventando personaggi, ma chi scrive sa perfettamente chi è ad interpretare chi ed in quale situazione, ed è questo il momento in cui la sincerità dello scritto ci torna utile, perché ci consente di esprimere ogni cosa dal profondo così come la sentiamo, con le angosce che si porta dietro od anche i pensieri cattivi ed indecenti che ne fanno parte.

Tutto è lecito tutto è possibile quando scriviamo. Scrivere però è un compito impegnativo, soprattutto per chi non è abituato ad utilizzarlo, per questo quello che vi propongo  è un metodo semplice che chiunque può sperimentare in piena autonomia.

Il fine della scrittura liberatrice è quello di sfogare ciò che sta dentro di noi e per fare questo non ha bisogno di formalità di perfezione di esattezze, deve essere pura espressione di ciò che sentiamo, non un formalismo tecnico che avvinghia e non lascia respirare.

Le cose scritte rimangono sul foglio, non si cancellano, non mutano di significato, sono a monito e ricordo del punto in cui siete arrivati, da lì in poi è soltanto un percorso in avanti verso il futuro. amore-immagine-animata-0145

Con questo (per)corso non imparerete i segreti della scrittura creativa, né i metodi narrativi o quant’altro ha a che fare con la scrittura in sé. In questo corso sperimenterete la scrittura introspettiva come forma di meditazione attiva che vi permetterà di acquisire consapevolezza. A fine corso vi troverete nero su bianco i vostri bisogni più intimi, le vostre ambizioni e le vostre paure.

Scoprirete , inoltre, come “ voltare pagina”.

SEI, Scrittura Emozionale Introspettiva, come si evince dalla sigla, è anche un numero che sta ad indicare le fasi del percorso. Ogni fase prevede la stesura di un testo, lettera o racconto, alla fine del quale acquisirete consapevolezza di voi e di ciò che influenza o turba la vostra vita:

  1. La prima fase vi permetterà di capire se siete ancorati al passato o se siete proiettati verso il futuro.

  2. La seconda fase vi permetterà di vedervi in una versione “inedita” è surreale. Questa, probabilmente, corrisponde a ciò che vorreste essere.

  3. La terza fase vi permetterà di mettere a fuoco gli aspetti salienti della vostra vita e della vostra persona. Nero su bianco potrete osservare ciò che nella vostra vita è fonte di turbamento.

  4. La quarta fase vi permetterà di scoprire i vostri limiti e i vostri punti di forza. Ma soprattutto di avere chiaro ciò che potete fare per aggirare il problema: cambiare atteggiamento nei confronti dello stesso.

  5. La quinta fase vi permetterà di mettere un punto, grazie alle nozioni apprese nelle fasi precedenti, e di iniziare a riscrivere la vostra vita; di pianificarla e fissare i prossimi obbiettivi.

  6. La sesta fase vi permetterà di vedere cosa è cambiato dentro di voi, nella visione di voi stessi e nella percezione del mondo.

 

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Il percorso può essere svolto in diversi modi: incontri, ove la distanza lo rende possibile; consulenza telefonica correlata da video corso; consulenza online: email, chat.

 

Per info: rosamaria452@gmail.com

Tel/WhatsApp: 3420235192

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