ColtivaMi

giardino-immagine-animata-0025Perché insegnare ai bambini a fare un orto?

Per i bambini accostarsi alla natura è un gesto spontaneo, zappare, trasportare la terra, seminare e raccogliere diventa un gioco che li incuriosisce e li stimola. Scoprire la terra, muoversi all’aria aperta non può fare altro che bene al loro corpo e allo spirito.

Secondo alcuni studi fare l’orto contribuisce a risvegliare interessi, senso di responsabilità, stabilità emotiva, consapevolezza di sé e del tempo; ha effetti antidepressivi e calmanti, migliora l’umore e le facoltà mentali.cibo-e-bevanda-immagine-animata-0134

Il bambino impara così a conoscere il mondo, ma anche se stesso e le sue capacità, sviluppa la riflessione, l’attesa, capisce il collegamento tra la causa e l’effetto, matura conoscenze per lui enciclopediche, che lo aiutano a crescere in modo armonioso, molto meglio dei soliti giochi cittadini avulsi da un contesto sano, molto spesso legati al computer o alla televisione.

cibo-e-bevanda-immagine-animata-0097Gli orti urbani o in balcone, si stanno diffondenndo su tutto il territorio e sono accolti dai bambini con grande entusiasmo. Prendersi cura di un orto aiuta i bambini a responsabilizzarsi e a comprendere le regole e i ritmi della natura. Queste nozioni torneranno utili per la vita, poiché forniranno ai bambini alcune regole e alcuni schemi che troveranno anche spazio in attività in cui ci si dovrà occupare di altro. L’importanza della costanza nello svolgimento di alcune mansioni è un concetto che ognuno di noi dovrebbe far suo, per la serie: chi semina raccoglie. Ciò permette di apprendere l’importanza dei sacrifici e delle rinunce.

cibo-e-bevanda-immagine-animata-0068Oggi impariamo come fare un orto.

La progettazione dell’orto didattico

La progettazione dell’orto è una delle fasi più divertenti: i bambini, a seconda dell’età potranno realizzare un disegno o una vera e propria cartina per stabilire la posizione dei vari elementi.

Come iniziare:

Naturalmente, oltre ad avere un fazzoletto di terra disponibile (oppure dei vasi capienti) è necessario un minimo di attrezzatura ad altezza di bimbo:treno-immagine-animata-0030

  • palette, zappette e rastrellini piccoli
  • carriole
  • vasetti e terriccio
  • cartellini di identificazione (fai-da-te in legno, è molto bello per i bambini poter personalizzare e, se possibile, fare tutto da sé.)
  • eventuali sostegni (es. per pomodori, fagiolini e piselli
  • semi o piantine

Quali piante coltivare

cibo-e-bevanda-immagine-animata-0029Se non siete esperti coltivatori è bene iniziare con piante non troppo delicate, il cui successo è assicurato, per esempio:

Piante aromatiche

Anche le piante aromatiche e officinali rappresentano una bella esperienza di coltivazione, per es. la camomilla, la salvia, il rosmarino, la malva e la melissa sono facili da coltivare e possono essere usate facilmente in cucina.

Giardinetto aromatico Zen! Si può creare il Giardino Zen delle aromatiche. Ogni sezione la dedicherete a un’aromatica, metterete dei cartellini di legno dove scriverete il nome di quel giardinetto aromatico Zen: liberate la fantasia!

Basilico

Il suo profumo è meraviglioso e anche lui germina in 5-10 giorni. Il bello è che si può coltivarlo anche all’interno: ogni bambino può realizzare il suo vasetto, seminarlo e poi portarlo a casa quando le piantine saranno sufficientemente grandi. Se poi a questo segue anche il vero pesto fatto in casa la felicità del bambino è assicurata.

Lattuga e insalate

Si può coltivare tutto l’anno escludendo i mesi più freddi (da ottobre a gennaio) e dunque permette di fare l’orto anche nei mesi meno caldi. E’ possibile seminarla in contenitori all’interno (ha bisogno di 5-10 giorni per germinare) e poi trapiantarla all’aperto.

Oltre alle semine è possibile anche impostare l’orto trapiantando delle piantine acquistate in pane di terra. Certo ai bambini manca un pezzo di strada, ma per alcuni ortaggi più complicati e per vedere da subito qualche risultato senza dover aspettare troppo ne vale la pena.

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I perché dell’orto

  • È importante conoscere da dove proviene ciò che mangi
  • È educativo apprendere il ciclo della natura
  • È magico vedere nascere un frutto
  • È buono mangiare un frutto o un ortaggio appena raccolto
  • È ecologico e divertente
  • È multidisciplinare legare l’educazione alimentare, la scienza l’ecologia

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Madri inadeguate.

 

Due bambini morti. Due madri con evidenti problemi a gestire tutto: famiglia e problematiche logistiche dal un lato, economiche e sociali dall’altro.

Arezzo, muore bimba lasciata in auto dalla madre

Da un lato una famiglia benestante e una madre alle prese con il rientro al lavoro, con una carica di responsabilità e con una bambina piccola da accudire, oltre alla casa e un marito. Una bambina che vista la tenera età richiede molto impegno, fisico e mentale. Ritmi di vita ancora non del tutto stabilizzati: risvegli notturni, pappe e borsoni sempre dietro. Un ritmo pesante per una madre che probabilmente dorme poco e corre troppo.

Ferrara, partorisce e mette neonato in freezer

Dall’altro una famiglia socialmente svantaggiata, una madre, 6 figli, i soldi che non bastano, il degrado, una nuova gravidanza e l’intero peso sulle spalle. Una vita con un ritmo apparentemente lento in cui la mente, però, lavora al ritmo della luce per trovare soluzioni su come portare un pasto a tavola, comprare un capo di abbigliamento, dare ai figli un destino diverso.

Due padri di cui la cronaca parla poco e su cui l’opinione pubblica si scaglia in misura nettamente inferiore: sono uomini.

Appare evidente che le dinamiche con cui una madre sceglie di uccidere sono diverse da quelle in cui una madre non riesce ad evitare la fatalità. Stanchezza, stress e solitudine interiore. INGIUSTIFICABILE. Eppure le cause di quanto è successo vanno ricercate in questi problemi. E la colpa non solo nelle madri ma nel contesto sociale, che da un lato ci vuole impeccabili e perfette, dall’altro ci tiene ai margini.

Il colpevole? Tanto la madre, quanto il padre, quanto il contesto e LA MANCANZA DI POLITICHE PER LA FAMIGLIA E DI UNA RETE SOCIALE che supporti la famiglia e la figura della madre su cui ricade tutto, anziché distruggere la famiglia con facili allontanamenti, che allontanano le madri anche solo dall’ipotesi di chiedere aiuto.

Riflettiamo: le possibilità di cui disponiamo per gestire la nostra vita derivano soprattutto dal contesto in sui siamo cresciuti e dalle idee prese in prestito o formulate da noi che nel corso degli anni hanno formato la nostra personalità. Oltre che di pensiero siamo fatti di carne, e il corpo, come la mente, necessità di un mantenimento giornaliero.

Curare il corpo e la mente dovrebbe essere una priorità, ma al giorno d’oggi presi dei ritmi di vita frenetici ciò non sempre ci riesce per il meglio, con conseguenze più e meno drastiche per noi e per le persone che ci stanno accanto o che dipendono da noi: i figli.

Il contesto in che modo e in che misura influisce nella nostra vita e nella gestione di questa? Influisce parecchio: le idee, le abilità che sviluppiamo, le possibilità economiche di cui disponiamo, l’ambiente idoneo o meno…sono tutte cose che sono parte di noi e che ci aiutano o meno ad affrontare la vita e le dinamiche di questa.

” Ad averci i soldi tutto sarebbe più semplice”

“Ad avere il tempo tutto sarebbe più semplice”

Questi due dei pensieri  che sfiorano le nostre vite in base alle situazioni che viviamo. Sono affermazioni vere, ma sono anche dettagli su cui concentrarsi per capire in che modo possiamo risolvere la questione che ci affligge, dove possiamo trovare le risorse, economiche o logistiche, per vivere meglio la nostra vita e per stare bene dentro quello che è il nostro contesto.

Non è semplice raggiungere un equilibrio né lo è sempre capovolgere la nostra situazione dall’oggi al domani. Possiamo contare solo su noi stesse, questa è tanto una convinzione che abbiamo, quanto un’impressione. La verità è che possiamo contare solo su noi stesse in percentuale maggiore, ma su una serie di persone e risorse in un modo o in un altro. Abbiamo bisogno di elaborare un piano di vita su misura, che si adatti alla nostre esigenze ma anche alle nostre possibilità. Il segreto sta soprattutto nel trasformare le aspettative in obbiettivi e nell’individuare le abilità in nostro possesso per fare in modo che ciò si concretizzi.

Caso di Arezzo:

Probabilmente molti riterranno questa madre più dedita alla carriera che alla figlia. Dobbiamo domandarci perché solo la madre? Perché il padre in diversa misura?

Perché la donna dovrebbe scegliere di precludersi la possibilità di fare carriera?

Per una donna è utile lavorare, anche nell’ottica che oggi un compagno c’è, domani non si sa. Quindi andrebbero divise le responsabilità e favorite le condizioni, con lavori part time e servizi.

Caso di Ferrara

Riferendomi al caso del neonato ritrovato nel freezer…l’educazione sessuale andrebbe insegnata sin dalle elementari, come gli anticoncezionali e le info su quanto prevede la legge in materia di interruziome di gravidanza. Ci scagliamo contro l’aborto e poi non muoiono feti ma lattanti. Riflettiamo. Lo stato ha il dovere di garantire alle donne il diritto all’aborto, senza farle passare per sensi di colpa e per iter complicati e lunghi.

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Decluttering emotivo: Sbarazzarsi dai pesi interiori e delle emozioni dannose

SEI FOR KIDS

Premessa

amore-immagine-animata-0153Il lavoro che mi accingo a presentare è imperniato sul sottile filo che lega gioco, fantasia e apprendimento, partendo dall’importanza che ha il gioco di fantasia nello sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino.

Il gioco permette ai bambini di orientarsi nel mondo e di accomodarsi ad esso in virtù del fatto di ridurlo a loro misura.

Possono sperimentare ruoli diversi, acquisire competenze linguistiche e dominare la situazione, organizzando il piano generale di una sequenza di gioco e applicando quello che hanno imparato alle esigenze della vita quotidiana.

Il bambino deve formare schemi e copioni di eventi che gli permettano di valutare, nelle diverse situazioni, quali comportamenti assumere e quali aspettarsi dagli altri; deve apprendere strategie per la soluzione di problemi, cioè tutti quei processi che permettono di dare risposte logiche consequenziali: il PENSIERO CONVERGENTE.

Ci accorgiamo sempre più che, per essere efficace, il pensiero umano richiede processi creativi, ovvero la capacità di produrre associazioni variate e flessibili, di andare oltre il dato oggettivo, di INTUIRE. Come indicano recenti ricerche di Gardner e Sternberg l’intelligenza implica astrazione, capacità combinatoria, necessita di un vocabolario ricco e di un pensiero narrativo in grado di ricordare o di anticipare eventi.

L’intelligenza necessita del PENSIERO DIVERGENTE.treno-immagine-animata-0030

Da queste considerazioni è nata in me l’esigenza di offrire un percorso sulla fantasia.

SCARICA GRATUITAMENTE IL LABORATORIO  sei for kids

 

SEI FOR KIDS

Laboratorio di scrittura creativa per bambini. Il laboratorio è distribuito gratuitamente per fini non commerciali, ciò significa per uso domestico: genitore figlio, o scolastico: maestra alunni. Non è possibile utilizzarlo per progetti esterni a pagamento, né per iniziative nell’ambito di attività ricreative a pagamento, senza autorizzazione scritta dell’autrice, secondo quanto previsto dalla legge vigente in materia di proprietà intellettuale. Info sulla licenza di distribuzione all’interno del file.

Il laboratorio è disponibile anche per adulti, formulato in maniera diversa e più complessa. Per info sui laboratori per adulti clicca sulla sezione del sito:  Immagina

 

Come sviluppare tutti i talenti del bambino (secondo Rudolf Steiner)

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La pedagogia steineriana descrive un’educazione attenta a tutte le dimensioni del bambino: fisica, psichica e spirituale. Negli anni della scuola, il bambino, seguirà un’educazione intellettuale ma prima che il bambino si ritrovi tra i banchi e sui libri è bene che dia spazio il più possibile al gioco, all’intuizione, alla fantasia e alla creatività.

Gli anni che precedono l’ingresso a scuola sono decisivi per i bambini. Il gioco è il mezzo principale attraverso cui le potenzialità e i talenti del bambino possono esprimersi in piena libertà .

Il compito dei genitori è di favorire il più possibile le occasioni in cui il bambino può fare esperienza, ad esempio con giochi liberi, con attività domestiche su misura e con incontri con il mondo naturale oltre che con disegni, canti, balli, musica e racconti.

Ecco alcuni suggerimenti importanti da cui i genitori potranno prendere spunto per aiutare i bambini a sviluppare tutti i loro talenti:

  • Raccontare ai bambini con fiabe, rime e storie.
  • Cantare con i bambini e ascoltare musica insieme.
  • Costruire giocattoli per i bambini e giocare con loro.
  • Dedicarsi al movimento creativo accompagnato da parole e musica.
  • Dare spazio all’arte, permettere ai bambini di disegnare, dipingere e colorare liberamente.
  • Esplorare la natura, conoscere le piante e gli animali, coltivare l’orto.
  • Educare il bambino a una sana alimentazione.
  • Riconoscere la saggezza dei bambini e dare loro ascolto.
  • Coinvolgere i bambini nelle faccende domestiche.
  • Trascorrere del tempo all’aria aperta, passeggiare e giocare nel verde.

( Principi educativi della pedagogia Waldorf )

In particolare nella pedagogia steineriana come nel metodo Montessori è molto importante coinvolgere i bambini nelle attività di casa dato che i piccoli sono sempre affascinati dalle azioni degli adulti e vorrebbero tanto imitarli. Quando sono molto piccoli i bambini possono imitare gli adulti semplicemente con il gioco. Pensiamo a quando i genitori si trovano in cucina per preparare la cena.

La pedagogia steineriana mira a sviluppare individualità libere, in grado di continuare ad imparare dalla vita. Va in questa direzione cercando di riconoscere, coltivare e portare a manifestazione le potenzialità di ciascun bambino, rispettando i tempi della sua evoluzione fisica e interiore.

Per un sano sviluppo del bambino è necessario cercare un equilibrio dinamico, in altre parole un “respiro”, tra due correnti: da un lato devono essere educate le capacità di accogliere e comprendere il mondo esterno attraverso l’affinamento dei sensi e, successivamente, la conquista di un rigoroso pensiero riflessivo; dall’altro bisogna curare nel bambino tutto ciò che lo rende attivo ossia il movimento fisico, la fantasia, l’espressività, la creatività, l’iniziativa. Sono infatti questi ultimi aspetti che nell’epoca contemporanea dominata dalle informazioni, dalle macchine e dalla realtà virtuale, rischiano di venire trascurati; il che può comportare un impoverimento dell’esperienza del bambino e, soprattutto, pregiudicare la formazione di una sana e forte capacità di iniziativa autonoma.

(Metodo Waldorf Steiner: caratteristiche, obbiettivi educativi e approccio all’apprendimento. )

Il bambino è un essere in divenire e importanti trasformazioni sono in relazione a diverse fasi di sviluppo. Queste sono legate ad un ritmo di settenni (0/7 anni – 7/14 anni – 14/21 anni).

Primo settennio

La pedagogia Waldorf, nel primo settennio del bambino, si fonda sui seguenti pilastri:

Esempio: le forze di imitazione del bimbo vengono sollecitate attraverso la qualità delle cose, azioni, sentimenti che lo circondano (cose buone da imitare).

Forza di volontà: il bambino è invitato a fare, con la sua volontà che si attiva nel fare.

Azioni piene di senso: ai bambini viene fatto sperimentare e mostrato il processo reale che c’è dietro le cose, per comprenderne il senso.

Linguaggio immaginativo: si preferisce usare questo tipo di linguaggio e non spiegazioni razionali, poiché il bambino non comprende appieno il linguaggio logico-razionale dell’adulto, ma comprende benissimo la metafora, l’esempio, la fiaba, il racconto, tutto ciò che proietta immagini.

Creatività come attività interiore: al bambino si danno cose che deve completare con la sua fantasia, i giochi e le bambole sono volutamente non definiti per stimolare la creatività e l’attività interiore e per non generare passività.

Materiali naturali: anziché materie morte come la plastica, materiali vivi e naturali che danno calore, come il legno, e sviluppano il tatto del bambino.

Ritmo: quotidiano, settimanale, mensile, annuale. Questo dà sicurezza e forza al bambino, gli crea certezze e orientamento, decisione e volontà.

Si evita qualunque forma di precocizzazione e prescolarizzazione, ogni cosa va fatta al suo tempo per non sottrarre forze vitali al bambino. Si evita di dare concetti astratti ma cose reali che il bambino possa comprendere col cuore. Si dà la possibilità di esprimere totalmente l’individualità del bimbo non costringendolo dall’esterno (ad esempio non si danno schede con disegni già fatti solamente da riempire e colorare). Si offre il giusto quantitativo di stimoli al bambino, quello che può sostenere, e non il bombardamento di stimoli a cui sono normalmente sottoposti e che li fa diventare iperattivi o al contrario passivi.

Secondo settennio

Il settimo anno è uno dei momenti centrali dello sviluppo infantile: è il periodo del rafforzamento della socialità, della fiducia in se stessi ed è la fase di passaggio da un apprendimento basato essenzialmente sui processi imitativi a un apprendimento simbolico creativo che incide su tutto il percorso scolastico successivo. E’ il settennio del bello che inizia col passaggio da “bambino che gioca” a “bambino allievo” e si evidenzia in generale nel cosiddetto cambiamento della figura: il “bambino allievo” non è più così rotondeggiante come prima, è più magro e definito. Non ha più le manine paffute, la pancia diminuisce, cominciano a delinearsi le curve della colonna vertebrale e della vita ed è in grado di toccarsi l’orecchio sinistro con la mano destra passando sopra il capo. La formazione dei denti è già ampiamente conclusa: sotto i denti da latte si trovano ventiquattro denti pronti per il cambio. La lateralizzazione e il vedere che il bambino è già in grado di sperimentare la sua parte destra e la sinistra come separate è un ulteriore indizio di “maturità scolare”. Quando gli si affida un compito è in grado di portarlo a termine. Ha imparato a fare da solo un poco di ordine. E’ maturo socialmente. Anche i disegni dei bambini ci possono dire molto: cielo e terra vengono separati e il bambino non disegna più l’immagine umana come “una testa con dei piedi” ma rappresenta già testa, tronco e membra. Se non viene posta la giusta attenzione nel valutare la maturità scolare di ogni singolo bambino il rischio è quello di compromettere a sua salute (oltre ad avviarlo ad uno scarso rendimento scolastico). Per questo la collaborazione tra genitori e scuola è indispensabile: gli uni debbono aver fiducia nella valutazione fatta da insegnanti, euritmista e medico scolastico, gli altri fiducia che le famiglie comprendano veramente “chi è” il bambino e si mettano i gioco con coscienza ed entusiasmo.

“Nel suo spirito pedagogico e nel suo metodo deve dominare l’idealismo; ma un idealismo che abbia il potere di destare nel giovane le forze e le facoltà che gli abbisogneranno nel corso della vita per avere, riguardo alla collettività, adeguate energie di lavoro e riguardo a se stesso un valido sostegno per la propria vita interiore” R. Steiner

 

 

 

Associazione ricreativa culturale Amnesia Club

Ho il piacere di comunicarvi che da oggi l’Associazione ricreativa culturale Amnesia Club è operativa. Nel blog trovate la storia, la mission e le modalità per sostenerci. L’associazione opera per l’attuazione dei principi di uguaglianza, di pari dignità sociale e di pari opportunità, rivolgendo particolare attenzione alle categorie maggiormente danneggiate: madri e bambini. La missione dell’associazione è quella di costruire una società giusta ed equa che mette in primo piano diritti umani, pace e solidarietà.

E’ possibile sostenerci in diversi modi, non solo economici. C’è posto per tutti e sono certa che ognuno individuerà il modo per sostenerci in base alle proprie possibilità. Se condividete gli stessi obbiettivi potete sostenerci anche facendo conoscere l’associazione, gli obbiettivi e i progetti tramite condivisione sui social e passa parola tra amici e parenti. Grazie a chi dedicherà un po’ di attenzione a questo piccolo progetto che spero di far crescere con l’aiuto di altri.

Visitate il blog dell’associazione: Blog Associazione ricreativa culturale Amnesia Club

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E-learning la formazione conciliabile con il ruolo di mamma

E-learning la formazione conciliabile con il ruolo di mamma

L’arrivo di un bambino rappresenta per le donne un momento di grande gioia, ma spesso anche un ostacolo per la propria carriera. Molte mamme dopo la maternità fanno un’enorme fatica a rimettersi in gioco, alcune perdono il lavoro, altre ci rinunciano perché inconciliabile con il ruolo di mamma, soprattutto a causa della poca flessibilità degli orari e dei costi delle strutture per l’infanzia. Ma per alcune il lavoro rappresenta una vera e propria necessità, come una necessità rappresenta il fatto di poterlo coniugare con il ruolo di mamma. Lavorare in modo autonomo e flessibile rappresenta un traguardo che poche riescono a tagliare. Ormai il mondo del lavoro è incerto e il posto fisso un miraggio, cosi si fanno strada nuove professioni che, se perseguite con costanza e impegno, possono rappresentare una svolta e un occasione. Oggi è possibile frequentare online svariati corsi professionali, che dallo la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, ma a volte, anche quella di auto gestirsi.

Parliamo di e-learning la nuova frontiera della formazione.

 

Seguire training on line dal proprio computer è sicuramente una comodità e un risparmio in termini di risorse economiche (spostamenti, benzina,…) e di tempo. Capiamo però pregi e difetti di questa tipologia di formazione.

Prima di parlare di vantaggi e svantaggi diamo una definizione di e-learning: è un apprendimento on line dove, grazie all’uso di tecnologie multimediali e di Internet, si effettuano corsi di formazione professionale. L’accesso alle risorse e ai servizi è semplificato dagli strumenti digital e dalla connessione da remoto.

I 10 PRO sono:

  1. Facile condivisione dei contenuti con persone situate a grandi distanze
  2. Possibilità di apprendere secondo i propri ritmi di comprensione
  3. Possibilità di apprendere quello che serve quando serve, secondo la filosofia “Just in time and just enough”
  4. Possibilità di riconsultare i materiali on line e di vedere gli aggiornamenti inseriti dal docente in tempo reale
  5. Possibilità di personalizzare la struttura dei contenuti e di calendarizzare gli impegni
  6. .Minori costi rispetto alla partecipazione a formazioni tradizionali (nessun allontanamento del dipendente da istruire dal posto di lavoro quindi una forte crescita della produttività individuale)
  7. Possibilità di monitorare il proprio apprendimento grazie a software che rilevano i risultati (KPI) e gestiscono la didattica
  8. Lezioni con supporti più semplici e d’appeal come audio, animazioni e video rispetto alle solite dispense, che fanno crescere in modo esponenziale la capacità cognitiva di chi partecipa
  9. Standardizzazione della metodologia d’insegnamento e conseguente uniformazione dei livelli di conoscenza dei partecipanti
  10. Facilità e tempestività d’aggiornamento dei contenuti

I 5 CONTRO:

  1. Alcune persone potrebbero soffrire la mancanza dell’interazione “fisica” con il docente
  2. Si dà meno importanza agli elementi non verbali della spiegazione
  3. .Mancanza dell’aspetto sociale della relazione
  4. La mancanza della presenza di altri allievi e del docente potrebbe ridurre la motivazione all’apprendimento
  5. Riduzione della competizione con gli altri studenti

Sì all’e-learning, perché?

  • Perché le esigenze della formazione cambiano rapidamente e dobbiamo stare al passo con i tempi
  • perché essendo digital è più flessibile
  • perché agevola l’accesso all’istruzione per tutti
  • perché è conciliabile con il ruolo di mamma

Moms Don’t Quit: mamme il mondo del lavoro ha bisogno di voi.

 

Moms Don’t Quit è un’iniziativa contro quei pregiudizi che spingono ogni anno migliaia di donne a scrivere la loro lettera di dimissioni, costrette a scegliere tra maternità e lavoro.

È una lettera, che mostra l’unica possibile alternativa che le mamme hanno, ma che non sceglierebbero mai: smettere di fare le madri.

 

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La maternità non è un problema per la donna che lavora. Le mamme non sono una zavorra della società, lavoratrici da appallottolare e buttare via come una cartaccia. Proprio dall’Italia, che per anni ha adottato la prassi delle dimissioni in bianco in caso di gravidanza, nasce l’importante campagna di comunicazione dal titolo “Moms Don’t Quit – le mamme non si dimettono”.

Tutta la campagna ruota attorno ad un video provocatorio: cosa accadrebbe se le donne consegnassero ai loro figli una lettera di dimissioni dal ruolo di mamma? La risposta dei bambini è un insegnamento di vita. Invita a pensare, a porsi delle domande e a trovare delle soluzioni. Soprattutto visto che ancora tanti datori di lavoro, le dimissioni per le donne in gravidanza le considerano “necessarie”. Il mondo del lavoro ha bisogno delle mamme, questo è il messaggio centrale della campagna. “Moms don’t quit” è un progetto di comunicazione sociale e di sensibilizzazione, ideato e realizzato da FCB Milano, Agenzia Pubblicitaria player Internazionale, che opera in Italia da oltre 45 anni. Sostengono l’iniziativa: Corriere della Sera; Io donna; Insieme e Io e il mio bambino.

Oltre la campagna c’è anche una petizione online (clicca qui per maggiori informazioni: http://www.momsdontquit.it/mdq/homepage/ ) diretta al Ministro Delle Pari Opportunità, al Presidente Della Repubblica Italiana, al Presidente Del Senato e al Presidente Della Camera. L’obiettivo è quello di creare al più presto un tavolo di lavoro parlamentare, che possa coinvolgere mamme che hanno perso il lavoro e lavoratrici in gravidanza, al fine di creare una specifica agenda parlamentare su questi temi: sblocco immediato delle iniziative previste dalla Legge di Stabilità ed iniziative concrete volte a modificare il contesto culturale nel quale ancora oggi troppe donne sono costrette a scelte che compromettono l’importante valore da loro apportato al mondo del lavoro.

La campagna

 

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“Gnamo!” eventi vivaci a Sesto Fiorentino

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“GNAMO!”  è il nome della kermesse che dal 13 al 21 maggio animerà le piazze e le strade del centro di Sesto Fiorentino. Non una fiera, anche se all’interno della manifestazione è presente uno spazio commerciale per le aziende del territorio, ma un insieme di eventi con le eccellenze del territorio, con le associazioni, con le realtà culturali ed economiche sestesi.

Le piazze coinvolte saranno Piazza Vittorio Veneto, con l’area expo, le attività sportive e lo Spazio Comune, Piazza IV Novembre con l’area dedicata ai bambini e ai ragazzi, Piazza Ginori con una programmazione culturale e via Dante con le proposte di Gola Gioconda e gli stand gastronomici. L’orario della manifestazione sarà dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 23, il sabato dalle 10 alle 23 e la domenica dalle 10 alle 21.

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Un invito e un’esortazione a vivere Sesto. Ad uscire, incontrarsi e passare tempo di qualità insieme. Per far questo, abbiamo pensato che la nostra città avesse bisogno di un evento stimolante e aggregante, che coinvolgesse le tante e diverse realtà del nostro territorio.

Nel programma e negli spazi allestiti in città troverete soprattutto il nostro mondo associativo, le realtà commerciali, i ragazzi delle nostre scuole che, insieme, hanno dato vita ad un calendario di eventi ricco e stimolante.

Per chi è di Sesto, una bella occasione per riscoprire la propria città e la propria comunità vive e attive. Per chi viene da fuori, la possibilità di conoscere la nostra realtà territoriale, fra socialità e sviluppo.

Questa prima edizione rappresenta per noi un “anno 0” di un nuovo modo di rendere vivace Sesto Fiorentino. Già pensiamo ai prossimi anni ed alle prossime edizioni, sperando di avere la possibilità di renderle più attraenti e più belle.

Gnamo! è un modo, crediamo simpatico e popolare, di scrollarci di dosso le negatività passate e presenti guardando, tutti insieme, ad un futuro di coinvolgimento e vivacità del nostro territorio.

Gnamo Sesto!

Lorenzo Falchi

Sindaco di Sesto Fiorentino

Con i miei bambini Martedì 16 maggio abbiamo fatto un giro per le piazze coinvolte e conosciuto le realtà sociali e commerciali che hanno contribuito alla realizzazione della prima edizione. I miei figli si sono divertiti tantissimo. Hanno preso parte al laboratorio di creta promosso da “Educatori società della salute”, dove hanno realizzato tanti simpatici animaletti che hanno portato a casa entusiasti. Nell’occasione abbiamo anche acquistato 2 “statuine” realizzate dai ragazzi del centro, per contribuire con una piccola donazione a sostenere quella che ritengo un bella e valida realtà. Non posso che consigliarvi di farci un salto se vi trovate in zona.

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Totò va al nord

Ttò va al nord

 

La storia

Totò è un bambino di nove anni che vive in Sicilia con la nonna materna, un cane e tanti amici. Siamo alla fine degli anni ’60, un periodo di grandi trasformazioni per l’Italia.

Un giorno, tornando da scuola, la nonna gli dà una notizia che cambierà per sempre la sua vita: si devono trasferire a Milano per raggiungere i genitori che sono lì ormai da anni.

Totò deve così lasciare la sua casa, il suo cane, i suoi amici, la sua terra, le sue abitudini e… la scuola: già, perché a Milano dovrà lavorare con il padre che fa il muratore, anche se è contro la legge.

La vita nella nuova città è dura: fa freddo, il lavoro è massacrante, non ha amici, non gioca mai e i milanesi lo chiamano Napoli.

Fortunatamente, però incontrerà Renzo, un altro ragazzino emigrato, che gli farà riassaporare il calore dell’amicizia e della libertà, il rispetto per sé e per la propria famiglia. Grazie al suo nuovo amico, inoltre, Totò ritroverà il piacere di leggere e di studiare.

I temi

L’argomento fondamentale è la massiccia emigrazione italiana verso il nord che ha caratterizzato il decennio tra il 1960 e il 1970 modificando profondamente l’assetto urbanistico delle città e il rapporto tra città e campagne, determinando la perdita d’identità di una parte del Paese.

Altrettanto forte e pregnante nella narrazione è il tema del lavoro minorile: ancora oggi in Italia molti ragazzi abbandonano la scuola tra i dodici e i quindici anni per essere impiegati in lavori non adatti a loro e spesso al soldo della malavita.

In stretto rapporto con questa piaga sociale, ora come allora, c’è l’analfabetismo, che esclude, o quasi, i giovani dal mondo del lavoro e da una prospettiva di vita dignitosa rendendoli facili prede dei pregiudizi.

Spunti di discussione

• Il senso di sradicamento che Totò prova a Milano è comprensibile: fatica a capire la il dialetto, non conosce nessuno, non ha punti di riferimento. Sicuramente in classe c’è qualche alunno che viene da lontano e che può aiutare i compagni a comprendere questi stati d’animo. L’emigrazione di ieri non è diversa da quella di oggi: la ricerca di lavoro e di una condizione di vita migliore ha spinto gli uomini a muoversi fin dalla preistoria.

• Facendo una ricerca sul sito ufficiale dell’Unicef si può facilmente accedere alle statistiche sullo sfruttamento minorile nel mondo e in Italia, ai dati della dispersione scolastica e a quelli relativi al negato accesso all’istruzione a danno di tanti bambini e bambine.

• La storia d’Italia, dal dopoguerra ai giorni nostri, spesso è sconosciuta ai giovani: la difficile ripresa dopo la disastrosa esperienza bellica, e l’emigrazione oltre frontiera e oltre oceano, il boom economico e la conseguente migrazione nazionale da sud a nord, hanno fatto degli italiani un popolo di migranti, non sempre benvoluti.

 

Considerazioni:

Ho trovato molto utile il testo, principalmente per il fatto che con i miei figli, come Totò, ci siamo trasferiti a vivere al nord. Il senso di smarrimento di Totò è lo stesso avvertito dai miei figli. Le piccole difficoltà legate al cambiamento di abitudini: la scuola a tempo pieno; le differenze linguistiche dialettali: modi dire, parole “toscane” nel nostro caso; la cucina diversa; la disperata ricerca delle arancine siciliane e la preparazione che, come dice mio figlio: non è la stessa. “In Sicilia non si fanno così. Ma questi arancini siciliani sono?”

 

 

Scarica il materiale didattico per lavorare sul libro:

Totò-va-al-nord- materiale didattico