Violenza familiare: come aiutare i figli a non perdere la fiducia in sé stessi e negli altri.

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la violenza domestica è un fenomeno molto diffuso che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico, sessuale e le varie forme di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare.

La recente attenzione per le diverse forme di abuso cui sono sottoposti i bambini ha spinto ad ampliare questa classificazione, inserendovi anche le cosiddette condizioni di “abuso assistito”, situazioni nelle quali il bambino non è concretamente abusato, ma si trova in un contesto familiare violento e abusante che determina in lui conseguenze analoghe a quelle prodotte dalle altre forme di abuso.violenza domestica

L’assistere ripetutamente a situazioni di violenza, se non adeguatamente elaborato dal bambino, può creare un disagio espresso con diverse modalità. I sintomi ricorrenti nei bambini testimoni di violenza comprendono difficoltà:

nell’area del comportamento (aggressività, crudeltà verso gli animali, comportamento antisociale, acting-out, iperattività);

nell’area emotiva (ansia, rabbia, depressione, basso livello di autostima);

nell’area cognitiva (scarso rendimento scolastico, ritardo nello sviluppo, ecc.);

nell’area fisica [difficoltà di addormentamento o disturbi del sonno, inadeguato sviluppo psicomotorio, sintomi psicosomatici (ad esempio eczema, enuresi, ecc)].

In situazioni simili è importante uscire dal tunnel e tendere la mano ai propri figli affinché facciano altrettanto.

Ribellarsi, o meglio opporsi alla violenza familiare, non è mai semplice.

Le persone vittime di violenza tendono ad assumere un comportamento autodistruttivo e a sentirsi responsabili del fallimento della propria relazione o famiglia.

L’aguzzino in genere è sempre il partner dominante che ha il controllo sull’altro e sul nucleo familiare. Il controllo economico, spesso, e di conseguenza quello decisionale.

Le donne che trovano la forza di dire basta, dopo aver chiuso la relazione, si trovano spaesate e impaurite, può capitare per tanto che sottovalutino l’impatto che la violenza ha avuto sui figli. A volte ignorano che i figli abbiano assistito anche dall’altra camera, altre volte temono di non trovare le parole e pensano sia meglio far finta di niente e ricominciare.

Ma non si può ricominciare senza chiudere i ponti con il proprio passato.

Tempo fa una madre mi ha chiesto di scrivere una storia che raccontasse la sua vita, quello che ha subito, affrontato e superato. Mi ha chiesto di parlare della violenza, ma soprattutto di parlare della possibilità di ricominciare, perché voleva che le sue figlie credessero nell’amore, quello sano.

Ho scritto All’improvviso l’amore, tutto d’un fiato, cercando di far mie le sofferenze della protagonista, ma anche la forza i sogni e le speranze.

All’improvviso l’amore

1.jpegAll’improvviso l’amore fa parte della collana Racconti realistici. E’ stata scritta per una mamma che ha voluto spiegare alle sue figlie l’importanza di un amore sano. Il testo non racconta solo una storia di violenza domestica, ma la forza di una donna di dire e basta e ricominciare.

NB: Trattandosi di un argomento delicato, il nome utilizzato di seguito è inventato per tutelare la privacy della mamma protagonista della vicenda. Per lo stesso motivo sono stati omessi alcuni particolari, come il nome delle figlie, o altro che potesse far ricondurre la vicenda all’identità reale dei protagonisti.

Prologo

Elisa è una giovane donna delusa dall’amore, prigioniera di una relazione finita da un pezzo che porta avanti per amore delle sue tre figlie, la sua ragione di vita.

La sua vita diventa sempre più difficile, il padre delle sue figlie è un uomo violento e anche le bambine iniziano a vivere male con lui, nonostante Alessia cerchi di fare il possibile per tenerle al riparo da tutto ciò. Vuole evitare alle sue figlie dolore e sofferenza, e pensa che farsi carico di tutto e continuare a sopportare sia l’unico modo per dargli una vita felice con una famiglia apparentemente unita.

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Dopo anni di tentativi per provare a tenere uniti i cocci della sua relazione è costretta a fare i conti con i propri sentimenti e con la realtà. Si guarda allo specchio e vede solo una madre. Una madre pronta ad immolarsi per le sue figlie.

Non vi è più nessuna traccia della donna che è stata, né nessuna proiezione di quella che potrebbe diventare. Riesce a concepirsi e a vedersi solo come madre e come madre agisce in ogni singola scelta. Ogni bambino sogna una famiglia unita e felice ed ogni madre nel suo piccolo prova a far sì che questa non sia solo una favola. Alessia c’è riuscita bene per anni. Per anni ha rinunciato alla sua felicità in cambio di quella delle sue bambine.

Non si è mai sentita amata, né rispettata. Negli anni il suo compagno l’ha annullata come donna, fino al giorno in cui… all’improvviso l’amore

 

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