Come affrontare il lutto con i bambini

A differenza degli adulti che comprendono l’evoluzione dell’esistenza, nonostante il dolore provocato dalla perdita e il senso di vuoto che accompagna il distacco, per un bambino elaborare un lutto diventa ancora più difficile, perché non ha strumenti per trovare un motivo, una giustificazione ed una risposta alle sue mille domande sulla morte.

Evitare l’argomento non risolve il problema, anzi lo ingigantisce perché quando il bambino apprenderà la verità si sentirà tradito e doppiamente ferito perché i genitori gli hanno raccontato una bugia.

Nella nostra cultura occidentale la morte è sempre un aspetto da evitare, un argomento tabù, di cui si fa fatica a parlare, di cui si tende a non discutere del tutto perché porta male o perché non si sa come affrontare.

Domandiamoci quante volte alla cattiva notizia della perdita di qualcuno ci siamo trovati davanti all’imbarazzo di non saper cos’altro dire oltre alle solite formali “condoglianze”, per capire che neanche gli adulti, spesso, siamo preparati ad affrontare un simile evento.

Quando morì mio padre ero solo una ragazzina e, nonostante la consapevolezza che prima o poi la morte porta via tutti, mi trovai impreparata ad affrontare quel tragico evento.

In casa l’argomento era tabù, come lo era stato quello della malattia. Per mesi mi ero ripetuta che tanto non poteva succedere a me e quando accade il mio mondo andò in pezzi. Non volevo turbare mia madre, non volevo mostrarmi debole, piccola e infantile, così costruii un muro intorno a me e al mio dolore. Impiegai anni per distruggere quel muro e per costruire un rapporto con l’altro sesso. Temevo di venire nuovamente abbandonata. Le relazioni mi spaventavano perché implicavano un legame troppo profondo che non sarei più stata disposta a perdere. Non avrei retto un’altra perdita e questo per molti anni mi impedì di vivere serenamente le mie relazioni.

Dopo 10 anni, con la giusta maturità emotiva, elaborai il mio lutto. La scrittura mi venne in aiuto due volte. La prima volta durante la mia adolescenza, nel periodo della dipartita di mio padre e la seconda volta quando divenni adulta e pronta ad affrontare i miei sentimenti e i miei fantasmi interiori.

Per esperienza personale, dunque, posso affermare che evitare l’argomento provoca solo anni di turbamento e che è giusto parlarne anche con i bambini piccolissimi, magari aiutandosi con una fiaba.

(Quotidiano La Sicilia: Una Fiaba per esorcizzare anche le brutture. I racconti su misura di Rosa Maria)

A distanza di 18 anni dalla morte di mio padre, mi è stato chiesto più volte di spiegare la morte a dei bambini ed io ho cercato di accontentare le richieste dei genitori che hanno affidato a me questo compito difficile e delicato. Cosi sono nati: Un angelo di papà e

Un Angelo di papà.

 

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Questa è la fiaba su misura alla quale sono maggiormente legata, perché in parte riflette sentimenti da me provati. E’ stata scritta per un bambino di soli 2 anni, a cui è mancato il papà per la stessa malattia del mio. Come spiegare a un bambino le dinamiche della vita? Come provare a impedire che il senso di vuoto lo accompagni per sempre?

Ho scelto una grafica super colorata, per sfatare il mito che vuole nera la morte. Perché? Perché avendo vissuto la morte di mio padre da spettatrice impotente, con la maturità di oggi so che in caso di malati terminali la morte è libertà e la libertà è colore. Il colore che ha accompagnato la vita, se pur breve.

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Grazie ad una simpatica scimmietta di peluche, il protagonista della fiaba apprende la formula dell’esistenza: si nasce, si cresce e si muore…e quando arriva la propria ora, la morte non è una cosa cattiva, ma un ultimo viaggio verso un vero e proprio paradiso. Ho scelto di regalare al “mio piccolo protetto” (sono stata mandata dal suo angelo) un piccolo fiore in carta seminabile. Rappresenta il girasole che nella fiaba pianta insieme alla sua scimmietta e alla mamma. Il girasole simbolo di luce e amore. Insieme alla sua mamma pianteranno davvero questo piccolo fiore, con l’augurio di sbocciare: crescere sereno e felice come tutti i bambini.

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Il fantastico viaggio di Sofia

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Il fantastico viaggio di Sofia è stato scritto per far ricordare ad una bambina di 3 anni, i nonni che non ci sono più.

Premessa

Gli angeli esistono davvero?

La vita dopo la morte è uno di quegli argomenti di cui si può discutere tanto senza mai arrivare ad una reale conclusione. Credere o non credere dipende dalla fede personale ed è qualcosa di esclusivamente intimo. Negli anni tante persone hanno cercato risposte e tante persone hanno sollevato ipotesi. Nella cultura popolare, in linea di massima i defunti sono angeli. Per alcune religioni sono “spirito”, per tanti poeti sono anime.

Fornire delle risposte significa in parte influenzare la visione di un altro, ma una chiave di lettura per avvicinare i bambini all’argomento si deve pur cercare.

In questa breve fiaba, su richiesta di una mamma, ho cercato di farlo.

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