Halloween sì; Halloween no. La vera storia.

 

Halloween è una festa tanto popolare quanto discussa. Ormai manca poco ed è facile imbattersi nel solito dibattito: Halloween sì; Halloween no, che divide l’opinione pubblica creando due schieramenti opposti, soprattutto di mamme. Da una parte troviamo delle mamme intente a intagliare zucche e preparare dolcetti; dall’altra delle mamme “anti Halloween” che, a quanto dicono, non vestiranno mai i loro figli, né apriranno la porta al suono di : “dolcetto o scherzetto?”. Le motivazioni sono tante e tutte discutibili. Come sempre si passa da un eccesso all’altro senza averci capito una fico secco, nella maggior parte dei casi. Insomma, come spesso accade, molte cose non ci entrano in zucca! E sono sempre i dettagli che farebbero la differenza. Probabilmente anche voi vi sarete imbattuti in vari post su facebook in cui si scatena una “guerra” che vede protagonisti su un fronte i devoti del patriottismo che rivendicano il diritto alla conoscenza delle proprie di tradizioni, sull’altro i fan dei festini che rivendicano il diritto di fare festa. Fermi tutti. Il punto non è poter fare o meno festa, né il pericolo perdere le proprie tradizioni, la conoscenza è sempre ricchezza, conoscere altre realtà non significa dimenticare le proprie. La questione è una sola: conoscere per comprendere e per poter scegliere. Mamme aperte al nuovo, forse, e mamme legate alle proprie tradizioni: non esiste il torto e la ragione, ma solo il punto di vista.

Detto ciò andiamo a conoscere le vere origini di Halloween.

Pochi sanno che Halloween non nasce in America, ma bensì in Irlanda. Le sue origini sono antichissime e risalgono al dominio dei Celti. Halloween corrisponde infatti a Samhain, il capodanno celtico.

Il nome Halloween (in irlandese Hallow E’en), deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi, quindi. Ognissanti, invece, in inglese è All Hallows’ Day.

I Celti erano prevalentemente un popolo di pastori, dunque i ritmi della loro vita erano scanditi dai tempi che l’allevamento del bestiame imponeva, tempi diversi da quelli dei campi. Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle i loro greggi, per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno. Per i Celti, infatti, l’anno nuovo non cominciava il 1° gennaio come per noi oggi, bensì il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione del freddo.

Il passaggio dall’estate all’inverno e dal vecchio al nuovo anno veniva celebrato con lunghi festeggiamenti, lo Samhain , che deriverebbe dal gaelico samhuinn e significa “summer’s end”, fine dell’estate. In Irlanda la festa era nota come Samhein, o La Samon, la festa del Sole, ma il concetto è lo stesso.

In quel periodo dell’anno i frutti dei campi (che pur non essendo la principale attività dei celti, venivano comunque coltivati) erano assicurati, il bestiame era stato ben nutrito dell’aria fresca e dei pascoli dei monti e le scorte per l’inverno erano state preparate. La comunità, quindi, poteva riposarsi e ringraziare gli Dei per la loro generosità. Ciò avveniva tramite lo Samhain, che, inoltre, serviva ad esorcizzare l’arrivo dell’inverno e dei suoi pericoli, unendo e rafforzando la comunità grazie ad un rito di passaggio che propiziasse la benevolenza delle divinità.

La morte era il tema principale della festa, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura: durante la stagione invernale la vita sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i morti. Da qui è comprensibile l’accostamento dello Samhain al culto dei morti.

I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra.

Samhain era, quindi, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno.

 

La vera storia di HalloweenDurante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.

In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi.

la vera storia di halloween

L’importanza che la popolazione celta attribuiva a Samhain risiede nella loro concezione del tempo, visto come un cerchio suddiviso in cicli: il termine di ogni ciclo era considerato molto importante e carico di magia. Insieme a Samhain (31 ottobre, appunto) si festeggiavano Lughnasadh (1 agosto), Beltane (30 aprile o 1 maggio), Imbolc (1-2 febbraio), Yule (21 dicembre), Ostara (21 marzo), Litha (21 giugno) e Mabon (21 settembre).L’avvento del Cristianesimo non ha del tutto cancellato queste festività, ma in molti casi si è sovrapposto ad esse conferendo loro contenuti e significati diversi da quelli originari.

La vera storia di HalloweenVerso la metà del XIX secolo, l’Irlanda fu investita da una terribile carestia. In quel periodo per sfuggire alla povertà, molte persone decisero di abbandonare l’isola e di tentar fortuna negli Stati Uniti, dove crearono, come molte altre nazionalità, una forte comunità. All’interno di essa venivano mantenute vive le tradizioni ed i costumi della loro patria, e tra di essi il 31 Ottobre veniva celebrato Halloween. Ben presto, questa usanza si diffuse in tutto il popolo americano, diventando quasi una festa nazionale. Più recentemente, gli Stati Uniti grazie al cinema ed alla televisione hanno esportato in tutto il mondo i festeggiamenti di Halloween, contagiando anche quella parte dell’Europa che ne era rimasta estranea.

Negli Stati Uniti Halloween ha perso i suoi significati religiosi e rituali, ed è diventata un’occasione per divertirsi e organizzare costosi e allegri festeggiamenti.

La vera storia di Halloween

Per concludere…

Avendo approfondito l’argomento, ritengo la festa di Halloween una tradizione “importabile”, poiché, al contrario di quel che si pensa, racconta la storia di un popolo e le tradizioni “contadine” e rurali, che appartengono un po’ a tutti i popoli.

FELICE HALLOWEEN

 

 

 

 

 

 

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