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La pedagogia steineriana descrive un’educazione attenta a tutte le dimensioni del bambino: fisica, psichica e spirituale. Negli anni della scuola, il bambino, seguirà un’educazione intellettuale ma prima che il bambino si ritrovi tra i banchi e sui libri è bene che dia spazio il più possibile al gioco, all’intuizione, alla fantasia e alla creatività.

Gli anni che precedono l’ingresso a scuola sono decisivi per i bambini. Il gioco è il mezzo principale attraverso cui le potenzialità e i talenti del bambino possono esprimersi in piena libertà .

Il compito dei genitori è di favorire il più possibile le occasioni in cui il bambino può fare esperienza, ad esempio con giochi liberi, con attività domestiche su misura e con incontri con il mondo naturale oltre che con disegni, canti, balli, musica e racconti.

Ecco alcuni suggerimenti importanti da cui i genitori potranno prendere spunto per aiutare i bambini a sviluppare tutti i loro talenti:

  • Raccontare ai bambini con fiabe, rime e storie.
  • Cantare con i bambini e ascoltare musica insieme.
  • Costruire giocattoli per i bambini e giocare con loro.
  • Dedicarsi al movimento creativo accompagnato da parole e musica.
  • Dare spazio all’arte, permettere ai bambini di disegnare, dipingere e colorare liberamente.
  • Esplorare la natura, conoscere le piante e gli animali, coltivare l’orto.
  • Educare il bambino a una sana alimentazione.
  • Riconoscere la saggezza dei bambini e dare loro ascolto.
  • Coinvolgere i bambini nelle faccende domestiche.
  • Trascorrere del tempo all’aria aperta, passeggiare e giocare nel verde.

( Principi educativi della pedagogia Waldorf )

In particolare nella pedagogia steineriana come nel metodo Montessori è molto importante coinvolgere i bambini nelle attività di casa dato che i piccoli sono sempre affascinati dalle azioni degli adulti e vorrebbero tanto imitarli. Quando sono molto piccoli i bambini possono imitare gli adulti semplicemente con il gioco. Pensiamo a quando i genitori si trovano in cucina per preparare la cena.

La pedagogia steineriana mira a sviluppare individualità libere, in grado di continuare ad imparare dalla vita. Va in questa direzione cercando di riconoscere, coltivare e portare a manifestazione le potenzialità di ciascun bambino, rispettando i tempi della sua evoluzione fisica e interiore.

Per un sano sviluppo del bambino è necessario cercare un equilibrio dinamico, in altre parole un “respiro”, tra due correnti: da un lato devono essere educate le capacità di accogliere e comprendere il mondo esterno attraverso l’affinamento dei sensi e, successivamente, la conquista di un rigoroso pensiero riflessivo; dall’altro bisogna curare nel bambino tutto ciò che lo rende attivo ossia il movimento fisico, la fantasia, l’espressività, la creatività, l’iniziativa. Sono infatti questi ultimi aspetti che nell’epoca contemporanea dominata dalle informazioni, dalle macchine e dalla realtà virtuale, rischiano di venire trascurati; il che può comportare un impoverimento dell’esperienza del bambino e, soprattutto, pregiudicare la formazione di una sana e forte capacità di iniziativa autonoma.

(Metodo Waldorf Steiner: caratteristiche, obbiettivi educativi e approccio all’apprendimento. )

Il bambino è un essere in divenire e importanti trasformazioni sono in relazione a diverse fasi di sviluppo. Queste sono legate ad un ritmo di settenni (0/7 anni – 7/14 anni – 14/21 anni).

Primo settennio

La pedagogia Waldorf, nel primo settennio del bambino, si fonda sui seguenti pilastri:

Esempio: le forze di imitazione del bimbo vengono sollecitate attraverso la qualità delle cose, azioni, sentimenti che lo circondano (cose buone da imitare).

Forza di volontà: il bambino è invitato a fare, con la sua volontà che si attiva nel fare.

Azioni piene di senso: ai bambini viene fatto sperimentare e mostrato il processo reale che c’è dietro le cose, per comprenderne il senso.

Linguaggio immaginativo: si preferisce usare questo tipo di linguaggio e non spiegazioni razionali, poiché il bambino non comprende appieno il linguaggio logico-razionale dell’adulto, ma comprende benissimo la metafora, l’esempio, la fiaba, il racconto, tutto ciò che proietta immagini.

Creatività come attività interiore: al bambino si danno cose che deve completare con la sua fantasia, i giochi e le bambole sono volutamente non definiti per stimolare la creatività e l’attività interiore e per non generare passività.

Materiali naturali: anziché materie morte come la plastica, materiali vivi e naturali che danno calore, come il legno, e sviluppano il tatto del bambino.

Ritmo: quotidiano, settimanale, mensile, annuale. Questo dà sicurezza e forza al bambino, gli crea certezze e orientamento, decisione e volontà.

Si evita qualunque forma di precocizzazione e prescolarizzazione, ogni cosa va fatta al suo tempo per non sottrarre forze vitali al bambino. Si evita di dare concetti astratti ma cose reali che il bambino possa comprendere col cuore. Si dà la possibilità di esprimere totalmente l’individualità del bimbo non costringendolo dall’esterno (ad esempio non si danno schede con disegni già fatti solamente da riempire e colorare). Si offre il giusto quantitativo di stimoli al bambino, quello che può sostenere, e non il bombardamento di stimoli a cui sono normalmente sottoposti e che li fa diventare iperattivi o al contrario passivi.

Secondo settennio

Il settimo anno è uno dei momenti centrali dello sviluppo infantile: è il periodo del rafforzamento della socialità, della fiducia in se stessi ed è la fase di passaggio da un apprendimento basato essenzialmente sui processi imitativi a un apprendimento simbolico creativo che incide su tutto il percorso scolastico successivo. E’ il settennio del bello che inizia col passaggio da “bambino che gioca” a “bambino allievo” e si evidenzia in generale nel cosiddetto cambiamento della figura: il “bambino allievo” non è più così rotondeggiante come prima, è più magro e definito. Non ha più le manine paffute, la pancia diminuisce, cominciano a delinearsi le curve della colonna vertebrale e della vita ed è in grado di toccarsi l’orecchio sinistro con la mano destra passando sopra il capo. La formazione dei denti è già ampiamente conclusa: sotto i denti da latte si trovano ventiquattro denti pronti per il cambio. La lateralizzazione e il vedere che il bambino è già in grado di sperimentare la sua parte destra e la sinistra come separate è un ulteriore indizio di “maturità scolare”. Quando gli si affida un compito è in grado di portarlo a termine. Ha imparato a fare da solo un poco di ordine. E’ maturo socialmente. Anche i disegni dei bambini ci possono dire molto: cielo e terra vengono separati e il bambino non disegna più l’immagine umana come “una testa con dei piedi” ma rappresenta già testa, tronco e membra. Se non viene posta la giusta attenzione nel valutare la maturità scolare di ogni singolo bambino il rischio è quello di compromettere a sua salute (oltre ad avviarlo ad uno scarso rendimento scolastico). Per questo la collaborazione tra genitori e scuola è indispensabile: gli uni debbono aver fiducia nella valutazione fatta da insegnanti, euritmista e medico scolastico, gli altri fiducia che le famiglie comprendano veramente “chi è” il bambino e si mettano i gioco con coscienza ed entusiasmo.

“Nel suo spirito pedagogico e nel suo metodo deve dominare l’idealismo; ma un idealismo che abbia il potere di destare nel giovane le forze e le facoltà che gli abbisogneranno nel corso della vita per avere, riguardo alla collettività, adeguate energie di lavoro e riguardo a se stesso un valido sostegno per la propria vita interiore” R. Steiner

 

 

 

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