Oggi con i miei figli abbiamo letto “Cosi sei fatto tu” di Alberto Pellai , Edizioni Erickson. ( storie in rima per spiegare le differenze tra maschi e femmine)

Dopo aver finito la piacevole lettura siamo passati allo svolgimento delle attività proposte sul testo. Davanti alla frase: Pensa a una persona di sesso maschile e a una di sesso femminile, che non rispecchia le caratteristiche degli uomini e delle donne.

Mia figlia ha subito esclamato : ” Io lo so!  Su ” Storie della buona notte per bambine ribelli” c’è una persona così, si chiama Coy…È nata l’anno in cui sono nata io…

 

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Dopo aver riletto la storia di Coy, ho chiesto ai miei figli se avevano mai conosciuto qualche bambino\a con le sue stesse caratteristiche. Mia figlia d’istinto ha risposto subito no; mentre mio figlio dopo qualche attimo ha detto: ” Sì. Quel bambino che abbiamo conosciuto ai laboratori in biblioteca. Il primo giorno mi sembrava femmina ma era vestito da maschio e diceva di chiamarsi Leonardo. Il secondo giorno, invece, indossava una tuta rosa e si è presentato come Viola. Pensavo che ci prendeva in giro. Che giocava. Boh! “

Leonardo è un bambino solare; parecchio intelligente e curioso. Le volte in cui lo abbiamo incontrato nei panni di Leo o in quelli di Viola, i miei figli, come gli altri bambini, non sembravano turbati da questa personalità “mutabile”, forse perché vestiva perfettamente i suoi panni, che fosse Viola o Leo, o forse perché le differenze sono qualcosa da adulti, invisibili ad un occhio bambino.

La prima volta che conobbero Viola, dopo aver conosciuto Leonardo, giocarono tranquillamente, come se nulla fosse. Li osservai per captare le loro reazioni, e osservai anche gli altri bambini presenti: tutti giocavano con Viola tranquillamente, anche chi la volta precedente, come i miei figli, aveva conosciuto Leonardo. Appena andati via, mio figlio Marco mi disse: “Sai mamma, quel bambino che oggi indossava una tuta rosa e diceva di chiamarsi Viola, la settimana scorsa si chiamava Leonardo ed era vestito da maschio. E’ sempre lui. Lo hai riconosciuto anche tu? Ma oggi voleva prenderci in giro secondo te? Eppure a me anche l’altra volta vestito da maschio, mi sembrava femmina, ma diceva di chiamarsi Leonardo. Secondo me gioca a travestirsi. “

“L’ho riconosciuto anche io. Sì è sempre lo stesso bambino, solo che lui è sia Leonardo che Viola. Le sue caratteristiche fisiche sono quelle di un maschio, ma nel profondo del suo animo c’è Viola, la sua parte femminile che ogni tanto si manifesta in maniera più visibile, magari indossando una tuta rosa. Ognuno di noi ha un’identità di genere, ma le caratteristiche fisiche non sempre la rispecchiano. Si può nascere femmine in un corpo da maschio, o viceversa. “

Ma è gay? chiede mio figlio Marco.

” No. Almeno non ancora. E’ troppo piccolo per avere chiara la sua identità sessuale. Magari gli piacciono di più i bambini, ma forse perché li vede fisicamente uguali a lui, probabilmente domani sarà attratto dalle donne, perché le sentirà più affini, più vicine alla natura del suo animo. Per ora è un bimbo gender fluid, significa che non si identifica in nessuna identità di genere: maschio o femmina, o in entrambe, e non vuole abbandonare nessuna delle due. Un giorno è Leonardo, un giorno è Viola, infondo è sempre lui, come avete notato.  “

“Sì hai ragione mamma. Ma io sono maschio ( ho il pisellino) e mi sento maschio. “

” Va benissimo così, tesoro. Hai avuto la fortuna di nascere maschio nel corpo e nell’anima. Ricorda che non è cosi per tutti; e che le persone che si sentono come Leonardo, crescendo possono sentirsi a disagio con il proprio corpo, dunque noi dobbiamo aiutarli, fargli capire che per noi va bene cosi. Se non lo facciamo gli diamo un dispiacere, un grande dolore. E non è giusto.”

” Già, mamma. Hai ragione.” Hanno risposto in coro.

 

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(Leggi anche  Mio Figlio in Rosa, Storia di una crescita anticonvenzionale )


 

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