Le migliori storie finiscono con il bene che trionfa, o almeno questa è l’aspettativa più diffusa. Si legge una storia, si amano i protagonisti e si odiano gli antagonisti. Si scopre una morale e si colgono diversi messaggi e insegnamenti. Questa è la sintesi. Importante è la morale e importanti sono i messaggi, spesso nascosti. Ogni storia contiene svariati messaggi che cogliamo soprattutto in base allo stato emotivo del momento o al collegamento con un’esperienza del nostro vissuto. Un giorno in occasione di una presentazione una bambina mi ha posto una domanda che mi ha lasciata di stucco: “Perché hai scelto di far morire il papà di Book? E’ un personaggio buono. “

cap 10

La bambina faceva riferimento a un brano del mio primo libro “Book il libro parlante“, dove il papà del protagonista perdeva fatalmente la vita.

“Bella domanda. Far morire un personaggio cattivo è quasi scontato e pertanto banale. Il messaggio che lascia trapelare è che la vittoria dei buoni si ha solo con la morte dei cattivi; che il bene vince se si mette a tappeto l’avversario e non se gli si tende una mano. Il messaggio che volevo dare era diverso. Uccidere il nemico serve solo ad accrescere il proprio ego; la vera vittoria sta nel riuscire a concedere una possibilità all’altro, che equivale anche a darla a se stessi. La crescita di un paese passa attraverso la crescita individuale. Per migliorare se stessi è necessario accettare l’errore come parte del cammino, e l’errore a volte è il nostro, ma altre volte è quello di un altro. Bisogna credere che il bene è qualcosa che può esistere se condiviso. Questo è il motivo per cui credo che ogni tanto bisogna anche far morire personaggi buoni. Riguardo al papà di Book, credo di averlo fatto morire per un processo naturale, perché immaginarlo morto mi è riuscito più semplice che immaginarlo vivo. Quando si scrive una storia si tende a trasportare su carta emozioni, sentimenti e avvenimenti che hanno scosso il vissuto personale. Il mio papà è morto che ero ragazzina, sicché immedesimandomi nel protagonista mi è venuto naturale immaginare un padre morto e gli insegnamenti che sono rimasti vivi nel figlio. Non a caso la storia ci insegna che le persone che abbiamo amato rimangono vive nel nostro ricordo e nelle azioni dettate da ciò che ci hanno insegnato”

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