La relazione genitori figli – educatori ragazzi-, mette a grande prova gli adulti che, a volte, si trovano di fronte a sfide impegnative.

Queste sfide riguardano sia mantenere una buona relazione con i giovani, sia raggiungere gli obiettivi di disciplina, responsabilità e collaborazione che gli adulti si aspettano da parte dei bambini e ragazzi.

Essere genitori oggi a volte sembra più difficile di quanto appariva un tempo: quanti genitori si trovano in difficoltà a trasmettere valori e regole ai propri figli?

In realtà, l’evoluzione sociale ha creato un certo paradosso, per cui è quasi vero che “si stava meglio quando si stava peggio”.

Un clima culturale di profondi mutamenti ed un contesto di complessità sociale pongono oggi le famiglie in una condizione in cui i compiti tradizionali e la gestione della vita familiare quotidiana vengono ridiscussi e ridisegnati oltre che ridimensionati.

Da una parte si ribadisce il ruolo centrale che la famiglia svolge, dall’altra i genitori vedono fortemente ridotto lo spazio e l’efficacia della loro azione educativa.

Decenni fa effettivamente le famiglie vivevano in condizioni di vita peggiori.Non c’era la mentalità di occuparsi, come oggi, della salute psicologica del bambino, ma semplicemente perchè prima di tutto bisognava farli mangiare questi bambini! Eppure ci si voleva comunque bene e la percezione che si ha spesso oggi, a posteriori, è che la famiglia fosse più unita.

C’è da dire che c’era un diverso modo di vedere e vivere la famiglia, ma erano le condizioni stesse di vita che, in un certo senso, agevolavano questa visione delle cose.

Oggi non è più così, ma non perché i genitori di adesso siano più “inadeguati” e i figli più “indisciplinati”, ma per via dei grossi cambiamenti che l’evoluzione ha portato anche, e soprattutto, a livello sociale.

La famiglia in poco tempo è cambiata, ogni elemento –padre, madre, figli- fa fatica ad identificare il proprio ruolo. Sono cambiate le relazioni e quel ruolo genitoriale che solo pochi decenni fa si esprimeva in un’autorità indiscussa che stabiliva rigide regole, ha trovato oggi una connotazione prevalentemente affettiva in cui i rapporti tra coniugi e tra questi e i figli sono configurati in forme e bisogni nuovi.

Il punto di incontro tra genitori e figli è la comunicazione: tutti insieme crescono nella relazione che si stabilisce tra loro. Così ogni famiglia sviluppa il suo progetto educativo di cui non tutti i suoi membri possono essere coscienti.

E’ bene, dunque, che i genitori ritrovino, o acquisiscano, un’etica genitoriale per mantenere un ruolo sempre più attivo e consapevole nell’educazione dei propri figli.

Questo pero non deve essere un ritorno al passato, ma bensì una partenza dalle origini. Quello che voglio dire in parole povere è che non bisogna ritornare all’autorità genitoriale dei tempi passati, quella che vedeva i genitori impositori anziché educatori, ma intraprendere un percorso che sia a metà strada tra “l’imposizione” e il dialogo, dunque educativo. La partenza di questo percorso è il dialogo mentre l’arrivo è la spiegazione. Un bambino consapevole sarà un bambino riflessivo, capace di “reagire” equilibratamente alle circostanze.

pausa caffè

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...