Estha e Rahel , due gemellini divisi dall’incalzare della vita, vedono muoversi davanti ai loro occhi il tragico teatro della società indiana. La narrazione inizia che i due protagonisti sono ormai grandi. In un alternarsi di ricordi , attraverso lo sguardo di Estha e Rahel, prende forma la storia di un grande amore, in cui si riflette il tema universale dei sentimenti in conflitto con le convenzioni.
“Si aggrappavano alle piccole cose. Le grandi cose stavano acquattate dentro. Sapevano che non c’era posto dove potessero andare. Non avevano niente. Nessun futuro. Perciò si aggrappavano alle piccole cose…Il prezzo della vita salì a livelli insostenibili: anche se più tardi Baby Kochamma avrebbe detto che era un Piccolo Prezzo da Pagare. Lo era davvero? Due vite. L’infanzia di due bambini. E una lezione di storia per i futuri trasgressori.” (Dal libro Il Dio delle piccole cose di Arundhati Roy).

L’India segreta delle caste attraverso gli occhi di due bambini. Sono gli anni sessanta, quando Ammu, giovane figlia di un alto funzionario, lascia il marito, alcolizzato e violento, per tornarsene a casa con i suoi due bambini. Ma, secondo la tradizione indiana, una donna divorziata è priva di qualsiasi posizione riconosciuta. Se poi questa donna commette l’inaccettabile errore di innamorarsi di un paria, un intoccabile, per lei non vi sarà più comprensione, né perdono. I due protagonisti fin da bambini si ritrovano a fronteggiare il dolore; dolore per la loro separazione e per la perdita della madre Ammu a causa del perbenismo dei loro stessi parenti. In una società in cui ” le leggi dell’amore stabiliscono chi si deve amare, e come, e quanto”.

Una storia indiana ma universale, perché sincera e capace di scoprire verità che sono nate con l’uomo e che fanno fatica a morire. La storia di Ammu non è tanto diversa da quella di altre donne che, ancora oggi,in diverse parti del mondo,si trovano a dover combattere con quelle “leggi” che stabiliscono chi amare. Sono leggi non scritte, insite nel pensiero. Sono pensieri troppo vecchi ma troppo attuali. L’amore e gli interessi, gli stessi che si continuano a mettere in primo piano,da generazione in generazione,da cultura in cultura.Gli eventi sono divisi tra una dimensione reale ed una ideale, astratta, che li sovrasta, rimanendo inattingibile, lasciando supporre che avrebbero potuto avere altro corso. Tragico e meraviglioso allo stesso tempo. Non si può non lasciarsi conquistare da questo intreccio di visioni sulla vita.

Non svelo la trama, ricca di colpi di scena, che ruotano intorno alla vita che nel mostrarci le grandi cose ci fa perdere di vista le piccole ma essenziali. Una lettura impegnativa ma per la quale vale la pena impegnarsi un po’. Opera prima dell’autrice Arundhati Roy, “Il Dio delle piccole cose” nel 1997 ha vinto il Booker prize, e ancora oggi continua a parlare ai cuori e far parlare di sé.

Rosa Maria

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