Ogni giorno le donne sono protagoniste indiscusse dell’immaginario promozionale: spot, manifesti e annunci stampa ospitano figure femminili di ogni tipo. Associata ai prodotti più diversi e spesso “oggettivata” l’immagine della donna varia da materna a sexy provocatrice.

corpo-donne

Nell’immaginario collettivo la donna è mamma o “amante”,(donna da sublimare), raramente parlando di donne ci si distacca dai due modelli predominanti.
Le conseguenze non sono irrilevanti se, come Goffman ha rilevato nel suo studio , esiste una serie di modalità rappresentative ricorrenti nella pubblicità (a mezzo stampa), che ritraggono la donna in pose e atteggiamenti volti a simbolizzare la sua inferiorità sociale rispetto all’uomo.
Anche essere una donna in carriera in uno scenario culturale come il nostro diventa complicato,le donne fanno il doppio della fatica per far emergere le loro capacità.
La bellezza a volte si rivela un’arma a doppio taglio, nel “colpire”chi la subisce uccide chi la possiede. Spesso bellezza e intelligenza collidono anziché fondersi. Le donne belle e intelligenti raramente sono armoniche,difficilmente trovano un equilibrio, sempre “costrette” a stare sul piede di guerra, a uccidere la propria immagine per affermare il proprio essere. In altri casi, invece, molte optano per uccidere il proprio essere a favore del proprio apparire, proprio perché collassate da modelli che continuano a proporre la bellezza come mezzo d’arrivo, anziché le capacità come punto di partenza. Gli ultimi fatti di cronaca che hanno indignato il paese riguardanti le baby prostitute non fanno altro che avallare la mia precedente tesi. Vendere la propria immagine (da non confondersi con la mercificazione del corpo) è il modo più veloce per guadagnare tanto e facilmente, allora perché non mercificare se stesse se infondo il corpo è un mezzo? Le immagini deviano di parecchio la percezione delle cose,soprattutto se a guardare è un occhio “vergine”. Cosi nell’immaginario delle ragazzine svendere se stesse non è altro che far uso della propria libertà “sessuale” e/o personale che, ormai, per certi versi è solo un’illusione. Se un tempo le nostre nonne hanno combattuto per averla oggi le nostre figlie la svendono, rendendola oggetto di manipolazione, ad uso e consumo delle richieste del mercato, pubblicitario e non. Il corpo rimane il “veicolo” più veloce per arrivare dove si vuole. Abbiamo lottato per la libertà ma poi abbiamo optato per le quote rosa. La parità dei sessi è un’illusione. La società odierna propone prettamente donne “privilegiate”o donne nude, raramente sullo stesso livello dell’uomo.

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