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Mi ricordo montagne verdi… e le corse di una bambina” cantava Marcella Bella nel lontano 1972, parole che nell’immaginario di ognuno di noi aprono un varco su quello che era la fanciullezza un tempo:le corse in bicicletta, le ginocchia sbucciate, i pomeriggi passati a giocare a nascondino e a rincorrersi qua’ e là per le vie del quartiere. Oggi la modernità ha raso al suolo quelle montagne verdi e ha costruito strade senza nessuna via per la fantasia.
Addio ginocchia sbucciate e gomiti insanguinati, i bambini di oggi lasciano in garage la bicicletta e passano le giornate tra tv e videogames. Ma se i primi facevano male i secondi a lungo andare non saranno nocivi?
Come ogni cosa la modernità ha i suoi pro e i suoi contro e andrebbe dosata con parsimonia. Quest’ultima ,invece, viene spesso a mancare, cosi ci ritroviamo bambini sempre meno attenti e più irascibili. Se le corse in bicicletta accrescevano il desiderio di scoperta, le partite ai videogames accrescono quello di vittoria, proiettando i bambini verso una realtà che inesorabilmente li pone gli uni davanti agli altri come avversari e non come compagni. Partendo da quest’ultima affermazione dovremmo riflettere sul fatto che forse il gioco di squadra nella vita e, in senso lato nella società, si è quasi del tutto estinto anche per la troppa modernità che ci porta a isolarci o isolare. Ecco allora subentrare, in maniera sempre più prorompente, nelle nostre case e nelle scuole, problematiche quali il bullismo e la depressione adolescenziale. E’ il caso di riflettere sugli effetti nocivi che la modernità ha sui nostri figli e far riscoprire loro la genuinità dei giochi “poveri” ma ricchi di contenuti.
Nel quotidiano di ogni bambino è importante riuscire a coniugare il gioco con l’apprendimento, cosi che ogni energia sia spesa bene e il bisogno di curiosità sia soddisfatto. Cosa si può dare a un bambino nei pomeriggi, spesso monotoni, passati in gran parte davanti alla tv, ad un pc, a un mondo ormai artefatto, pieno di immagini che difficilmente accrescono l’immaginario? Ecco arrivarci in aiuto la lettura mischiata alla didattica del gioco. Allora cosa aspettiamo? Mettere un libro in mano ad un bambino equivale a mettergli tra le mani nozioni fondamentali per il suo futuro, i libri da sempre sono “strade” di crescita, emotiva e sociale.

il giardino delle emozioni

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